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Thursday, April 5, 2007

La piu' bella messa di Giovedi' santo

Questa sera sono andata alla messa del giovedi' santo. E' stata una delle piu' belle celebrazioni della mia vita. Mi sono sentita davvero fortunata a partecipare ad un tale 'servizio' senza avere fatto nulla di particolare.
C'erano delle musiche bellissime, e poi, la cosa piu' particolare e commuovente, e' che hanno permesso a _tutti_ quelli che volevano, nella chiesa, di fare il lavaggio dei piedi e di farsi lavare i piedi. Hanno appositamente chiesto di fare sia la parte 'attiva', ossia lavare i piedi, sia quella 'passiva', ossia accettare il lavaggio. Sono andate tantissime persone! C'erano sedici 'stazioni' in tutta la chiesa. Io purtoppo non sono potuta andare :( - per una volta avevo la gonna con una calzamaglia, non potevo fare uno spogliarello in chiesa!!!!!
Inoltre, subito dopo l'offertorio, alcune persone hanno fatto una danza molto semplice e bella, con delle spighe di grano, simboleggiando la morte e la rinascita. L'ho trovato bellissimo!
(da questo strano sito..)
Comunque, la parola di oggi e' tutta incentrata sul servizio: servire gli altri come Gesu' ha servito noi, al punto di dare la propria vita. Il lavaggio dei piedi fatto da tutte le persone nella chiesa mi ha colpito molto, perche' ha davvero rotto le barriere personali che tutti solitamente hanno, facendo toccare una parte di solito considerata quasi 'sporca' di persone estranee. Un servizio fisico che ha portato ad un'unione spirituale.

Durante la lettura del Vangelo di Giovanni, ho notato come anche in Giovanni in realta' sia scritto che Satana aveva dato l'idea del tradimento a Giuda prima ancora dell'ultima cena. Comunque, un'altra cosa che mi ha fatto riflettere e' stata la lettura della lettera di Paolo, in cui si ripetono le stesse parole che diciamo ad ogni messa durante l'eucarestia: "questo e' il mio corpo, dato per voi e per tutti.. questo e' il mio sangue, versato per voi e per tutti.. ". Lo da' a tutti, incluso Giuda, il traditore! E non sono il suo pane e il suo vino fonte di salvezza? Possibilita' di redenzione? Mi ha fatto venire i brividi pensare che in alcune occasioni anch'io posso essere in realta' 'traditrice'. Quante volte tradisco le mie promesse, anche solo quando passo davanti ad un povero e mi volto dall'altra parte? Non sto tradendo Gesu' presente tra noi? Sono contenta che Gesu' dia il pane e il vino e lavi i piedi anche ai traditori. E' almeno una speranza.
(Giotto, Cappella degli Scrovegni, di nuovo da questo bel sito)

Wednesday, April 4, 2007

Ancora sull'ultima cena (Mt.26,14-25)

La liturgia di questa settimana ci presenta l'Ultima cena vista da tutti gli Evangelisti. Oggi la leggiamo in Matteo. Il punto di vista di Matteo e' piuttosto diverso da quello di Giovanni. La decisione del tradimento e' chiaramente presa da Giuda prima dell'annuncio durante la cena. La sua domanda 'Sono forse io?' suona incredibile.. non si rende conto, Giuda di quello che ha appena detto ai sacerdoti? Ha appena accettato trenta monete d'argento per consegnare Gesu'. Piu' tradimento di cosi'... Sta cenando con la persona che ha venduto. Completamente senza motivo, per trenta monete d'argento..
Nota parallela: la Pasqua celebrata da Gesu' e i discepoli e' Pesach, tuttora commemorata dagli ebrei in questa stessa settimana, a ricordo della cena fatta in fretta dagli Ebrei poco prima di fuggire nel deserto. Le porte di coloro che si salvano dalla morte erano macchiate con sangue di un agnello. Noi chiamiamo Gesu' "agnello di Dio"...
(Image taken from here, there is also a little story of Pesach lived by a little girl)

Tuesday, April 3, 2007

La rivelazione dell'ultima cena (Gv. 13)

Il vangelo di oggi ci porta a riflettere di nuovo sull'ultima cena. Questa volta Giovanni ci fa vedere un maggiore dialogo tra Gesu' e i discepoli, e in particolare, c'e' una scena di vicinanza fisica e spirituale che e' del tutto assente in Luca. Sembra che Giovanni voglia sottolineare come almeno alcuni dei discepoli capiscano l'angoscia di Gesu': "reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?» " (Gv 13, 25). Questo gesto e' dipinto meravigliosamente da Giotto:
(clicca qui per il sito originale)
C'e' un altro aspetto che Giovanni sembra sottolineare, e cioe' come Giuda, il traditore, prenda la decisione di tradire immediatamente dopo il gesto amichevole di Gesu' che gli da' un boccone di pane, e dopo le sue enigmatiche parole ("Quello che devi fare fallo al più presto", "Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte"). Giuda sembra preso da una forza al di fuori di se'. Cosi' come Pietro, quando rinneghera' Gesu', sembra quasi non rendersi conto di cio' che sta facendo (e non e' cio' che Gesu' chiede sulla croce: "Padre, perdonali, perche' non sanno quello che fanno"?). Una grande differenza tra Pietro e Giuda e' che Pietro si pente, e piange lacrime amare, mentre Giuda non si pente.. quando ci prova, non si rivolge a Dio, ma ai sacerdoti, che rifiutano di riprendersi il denaro datogli. Rifiutato dagli uomini, l'unica soluzione che vede Giuda e' il suicidio. Che triste storia. Stara' pensando anche a questo, Gesu', quando si 'commuove profondamente' nell'annunciare il tradimento?

Saturday, March 31, 2007

Ultima cena, ultimi momenti in vita, crocifissione

Volevo leggere le letture di domani in anticipo, perche' nella chiesa in cui vado non riesco sempre a capire cio' che i lettori stanno dicendo.. e domani e' un giorno importante..
Queste letture mi rattristano sempre tanto, anche se ci sono alcuni momenti quasi gioiosi. Gesu' e' completamente incompreso. E' arrivato al punto di dare il suo corpo e il suo sangue. Cerca di spiegarlo ai discepoli in anticipo, ma loro non capiscono proprio nulla. Non credo sia in tutti i Vangeli, ma in Luca, che leggiamo quest'anno, c'e' uno stridente contrasto tra l'annuncio della morte di Gesu' e il conflitto che si instaura tra i discepoli su chi sia il piu' grande. Trovo assolutamente incredibile che non si siano nemmeno chiesti esattamente cosa stesse per succedere, perche' Gesu' improvvisamente abbia detto che quella sarebbe stata l'ultima volta che lui avrebbe potuto bere e mangiare con loro.. Quindi, e' solo persino con i piu' intimi, persino alla cena che ha voluto condividere con loro con tanta anticipazione (ce lo dice all'inizio: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione (Lc 22, 14).
Non solo non e' capito in quel momento, ma nemmeno in seguito, quando si ferma a pregare. L'accenno di Luca al fatto che i discepoli fossero tristi e' un po' un sollievo, rispetto alla loro apparente obnubilazione. Tradito con un bacio, e' subito abbandonato da tutti. Anche da colui che era stato avvertito, Pietro. Ma Pietro e' anche il primo a 'ravvedersi', piangendo amaramente.
E ancora, che tristezza i due romani, assolutamente indifferenti alla vita di quest'uomo, seppure da entrambi riconosciuto innocente. E la folla, che urla 'crocifiggilo'. La folla e' sempre pericolosa, le persone non pensano quando sono in tante e qualcuno le istiga. Altri scherni, la tragedia e' sempre piu' buia.
Le uniche persone che piangono sono le donne, a cui pero' Gesu' si rivolge in modo molto duro. I loro figli lo stanno crocifiggendo.
Unico momento di luce: il brigante che chiede a Gesu' di essere nel suo regno. E' l'unico che si rivolge a Gesu' con sincerita', e infatti, e' l'unico a cui Gesu' risponde. Non e' incredibile che siamo risollevati solo dalle parole di un brigante? Abbiamo un po' piu' di fede nell'umanita' grazie a lui.
E di nuovo, dopo la morte, le prime parole di fede sono dette da un centurione. Solo dopo pare che la folla capisca. Infine, le donne, di nuovo, compaiono. E la loro pieta' questa volta si manifesta nel prendersi cura del corpo di quest'uomo che hanno amato quand'era vivo.